[ Sempre Avanti Piume Nere ]

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© 2015 Bers. Edoardo Sacco. Proudly created for Fanfara Bersaglieri di Siena

Biografia

La storia della Fanfara Prov.le dei Bersaglieri di Siena ha inizio nel 1927, allorché il 5° Reggimento Bersaglieri d'Italia si spostò a Siena insediandosi nella Caserma della Fortezza del Carmine e successivamente nel 1935 nella Caserma "La Marmora" (attuale Caserma Bandini).

I Bersaglieri d'istanza a Siena parteciparono alle missioni tenutesi in Africa Orientale nel 1935, in Albania e successivamente nelle campagne di Grecia, Russia, Jugoslavia e Tunisia.

Nell'immediato dopoguerra, nell'anno 1952, per volere del Maresciallo Maggiore Pasquale Romeo fu costituita con i vigenti superstiti la Fanfara dei Bersaglieri di Siena.

La Fanfara venne diretta dal Sergente Maggiore Papini Ottavio, dal Maresciallo Spartaco Raffo e dal Bersagliere Giannino Brizzi.

Il complesso partecipa costantemente a tutti i raduni nazionali, interregionali, regionali e provinciali.

E’ stato inoltre più volte invitato all’estero, in particolare in:

 

FRANCIA - Designes Les Bains, Maure, Villefranche de Rouergue, Nizza, Aix le Bains, Mazamet, Carpentras, La Grande Motte, Fleurence, Notre Dame de Bellecombe, Vinay, Riom Ès Montagnes, Vélizy Villacoublay, Desvres, Merville, Les Pieux, Valdeblore trovandosi al cospetto del principe Alberto di Monaco e del Ministro Christian Estrosi.

GERMANIA - Per il Festival del Musikparade la Fanfara si è esibita a Flensburg, Bremerhaven, Emden, Dusseldorf, Oldenburg, Norimberga, Coblenza, Bielefeld, Munster e Oberhausen ricevendo i complimenti come una tra le Fanfare migliori d'Italia.

AUSTRIA - Vienna.

Il nostro logo identificativo

Storia del Corpo dei Bersaglieri

Il Corpo dei Bersaglieri fu costituito il 18 giugno 1836, dall’allora Capitano dei Granatieri Guardie Alessandro La Marmora, morto successivamente durante la guerra di Crimea nel 1855. A Goito durante la Prima Guerra d’Indipendenza, il Corpo dei Bersaglieri prendono parte a tutte le campagne del Risorgimento, da quelle contro l’impero Austroungarico nel 1859 e 1860 alle campagne per l’annessione dell’Italia centrale meridionale, durante la quale i Bersaglieri attraverso la Breccia di Porta Pia, entrarono per primi a Roma.

Il numero dei Battaglioni aumenta in maniera esponenziale nei primi anni del 900' in quanto molti erano volontari e la forte attrazione per lo spirito e per le imprese divenute leggendarie portavano le persone seguire le orme di questi miti.

I Bersaglieri prendono parte, sempre per distinguersi per il proprio valore, alla campagna di Libia nel 1911 ed alla Prima Guerra Mondiale 1915-18, nella quale combatterono tutti i settori, dal Piave al Carso, alle Alpi fin sopra i 2000 metri di quota.

Nella Seconda Guerra Mondiale, combattuta dal 1940 al 1945, i Bersaglieri combattendo su tutti i fronti, dall’Africa alla Russia, dai Balcani all’Italia. Essi si imporranno all’ammirazione degli alleati per valore, eroismo e spirito di corpo.

 

Come in guerra i Bersaglieri si sono sempre distinti nel soccorso alle popolazioni colpite da calamità.

 

I “Fanti Piumati” fin dai tempi della loro creazione spiccano per generosità ed altruismo meritando la simpatia della gente.

 

IL DECALOGO DEL BERSAGLIERE

 

  • Obbedienza

  • Rispetto

  • Conoscenza assoluta della propria arma

  • Molto addestramento

  • Ginnastica di ogni genere fino alla frenesia

  • Cameratismo

  • Sentimento della famiglia

  • Onore al Capo dello Stato

  • Onore alla Patria

  • Fiducia in se stessi fino alla presunzione

Simboli e cenni storici

Il Cappello o "Vaira"

Il copricapo piumato viene indossato in modo obliquo fin dal giorno in cui entrò a far parte dell'abbigliamento bersaglieresco.

Si narra che il Generale La Marmora volle assistere alla vestizione del primo bersagliere, il Sergente Vayra, che di lì a poco avrebbe incontrato il Re Carlo Alberto di Savoia per ottenere l’approvazione della divisa.

Per saggiare la sua sveltezza, La Marmora, prese a lanciare da lontano i vari capi di vestiario, ad un certo punto gli tirò anche il cappello, ma Vayra, essendo sbilanciato, fu costretto a pararlo con la testa. Il copricapo si posizionò sulle ventitré andando a coprire l’orecchio destro del Sergente, dando al Bersagliere un’aria sbarazzina che non dispiacque al Generale.

Le Piume

La Marmora voleva un copricapo mimetico per la compagnia dei bersaglieri; ritenne che le piume di gallo cedrone fossero l’ideale per le azioni di sorpresa eseguite nella boscaglia.

                                             

Il Fregio

Il fregio venne scelto con cura in ogni suo minimo dettaglio dal Generale La Marmora; consiste in una cornetta da cacciatori con due carabine incrociate e una granata con la fiamma. Quest'ultima viene rappresentata inclinata in modo da significare l’impeto bersaglieresco.